Ancora Biennale, Claude Lévêque al padiglione francese

Anche la Francia ha scelto, Claude Lévêque rappresenterà la nazione transalpina alla 53esima edizione della Biennale di Venezia. Il Padiglione francese sarà quindi occupato da un’ installazione intitolata Le Grand Soir. L’artista stesso ha selezionato come curatore del padiglione Christian Bernard, direttore del Museo dell’arte moderna e contemporanea di Ginevra.

Lévêque, nato nel 1953 a Nevers in Francia è stato per anni considerato uno dei maggiori esponenti della scena dell’arte francese ed internazionale. I suoi lavori si riallacciano alla cultura popolare, all’ambiente circostante ed alle immagini mentali. L’artista ricrea delle ambientazioni con oggetti presi in prestito dall’ambiente che lo circonda i quali accrescono la tridimensionalità  di un’installazione che sfrutta l’estremo potere sensoriale di luci e suoni. Lévêque mediante l’uso di tali provocazioni sensoriali scuote le reazioni e le percezioni dello spettatore circondandolo di nuove architetture visive.

Video Sicilia, rassegna di video arte

Si è inaugurata ieri al Palazzo della Cultura ex Convento San Placido di Catania VIDEO_SICILIA, rassegna di video arte a cura di Renato Bianchini. L’evento organizzato dalla galleria GATE21 presenta un ricco calendario di appuntamenti dislocati in tre diverse sedi, fino al 28 marzo.

Per questa rassegna, nata come una sorta di omaggio alla video arte quale nuovo modello creativo del sistema artistico contemporaneo, capace di stimolare un gran numero di autori e di attrarre l’interesse di un pubblico sempre crescente, è stata ordinata una raccolta di video di noti artisti internazionali, un vero e proprio caleidoscopio di documenti, linguaggi e significati di altissimo profilo, che delinea le forme d’interazione tra concettualità, azione, narrazione, animazione ecc. approfondite con grande attenzione nel tempo dagli artisti del settore.

Venezia: Bruce Nauman al verde, Padiglione Nordico e Danese insieme si vince

Ancora importanti novità dalla 53esima Biennale di Venezia che si preannuncia più appetitosa del solito. Dopo l’articolo di Globartmag sulla presenza di Bruce Nauman alla biennale, abbiamo appreso dal New York Times che il Philadelphia Museum of Art, a cui quest’anno è stato affidato il padiglione degli Stati Uniti, sarebbe a corto di fondi per coprire i costi dell’ambizioso progetto dell’artista. Sembrerebbe infatti che la scorsa settimana il museo abbia inviato ad un gruppo di collezionisti nazionali ed internazionali una lettera con richiesta di supporto al grande evento.

Gossip a parte, la notizia del giorno è l’unificazione del Padiglione Nordico con quello Danese. L’artista danese Michael Elmgreen e l’artista norvegese Ingar Dragset cureranno insieme il progetto The Collectors che si svolgerà all’interno dei due spazi dei differenti padiglioni. Sarà la prima volta che un singolo artista o un singolo gruppo artistico rappresenterà due padiglioni di due differenti nazioni alla Biennale.

20 anni di Tracey Emin

Si è inaugurata ieri al Kunstmuseum di Berna Tracey Emin. 20 Years la retrospettiva di Tracey Emin, una delle più celebri e influenti artiste dell’arte contemporanea.  La mostra presenta al pubblico opere che vanno dalla fine degli anni ’80 ad oggi, dagli appliqued blankets ai video, dalle installazioni a neon ai dipinti e ai disegni.

Tracey Emin, nata a Londra nel 1963, è una figura centrale nella generazione dei giovani artisti britannici. Ha studiato presso il Maidstone College of Art e al Royal College of Art di Londra e dagli anni ’90 ha partecipato ad importanti mostre in tutto il mondo. Nel 2007 è diventata membro della Royal Academy of Arts e nello stesso anno è stata scelta per rappresentare la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia.

Thomas Ruff al Castello di Rivoli

Thomas Ruff, Jpeg td02, 2006 © Thomas Ruff

Si è inaugurata ieri al Castello di Rivoli la mostra personale di Thomas Ruff (1958, vive a lavora a Düsseldorf).

L’esposizione, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev presenta al pubblico oltre 80 opere fotografiche che  indagano con oggettività e riflessione la fotografia, l’uso che ne viene fatto nella società e l’universo della cultura visiva contemporanea.

Thomas Ruff nella mostra presenta lavori che partono dagli anni ’80 fino ai cicli più recenti, indagando in particolare il rapporto dell’artista con la produzione visiva dell’era digitale, le forme di manipolazione dell’immagine e la costituzione della soggettività in questa epoca.

Vanessa Beecroft al PAC di Milano

Copyright Vanessa Beecroft

Vanessa Beecroft (Genova 1969; vive a Los Angeles), artista italiana di fama internazionale dal 16 marzo sarà ospite per la prima volta in uno spazio istituzionale milanese. La mostra che si terrà al PAC padiglione d’arte contemporanea a cura di Giacinto di Pietrantonio è prodotta dal Comune di Milano-Cultura e da MiArt.

La mostra presenterà al pubblico una nuova performance dal titolo VB65 creata appositamente per lo spazio e 16 video di precedenti performances dell’artista, tra cui le più recenti VB61 e VB62, ma anche alcune dei suoi esordi come VB16 e VB35.

Retrospettiva per Robert Mapplethorpe

Copyright Robert Mapplethorpe

Palma de Mallorca – In coincidenza con il ventesimo anniversario dalla morte di Robert Mapplethorpe avvenuta il 9 marzo del 1989 a Boston, Es Baluard il museo d’arte moderna e contemporanea di Palma de Mallorca presenta dal 13 marzo al 17 maggio 2009 per la prima volta nelle isole Baleari un’ampia esposizione retrospettiva di 93 fotografie realizzate tra il 1975 e il 1989 con una cospicua rappresentazione delle tematiche trattate dall’artista: Autoritratto, nudo maschile e femminile, ritratto di persone celebri (Andy Warhol, Louise Bourgeois, Patti Smith, Grace Jones, etc.), fotografie di fiori, di statue e scene di sesso.

Con il suo stile fotografico Robert Mapplethorpe ruppe ogni pregiudizio sul sesso, sulla razza o sulla religione e si convertì al mito della rivoluzione omosessuale degli anni sessanta e ottanta statunitensi. Fu un fotografo soprattutto di studio, con un enorme occhio estetico ed un attenzione verso la bellezza umana emanata dai corpi animati ed inanimati. Il suo controllo della composizione, delle proporzioni, della postura del corpo, della texture della pella,  della messa a fuoco e del bianco e nero fu quasi maniacale.

Gerhard Richter Portraits

Ella copyright Gerhard Richter

La National Portrait Gallery di Londra dedica in questi giorni una mostra al grande pittore tedesco.

Gerard Richter ( Dresda, 9 febbraio 1932 ) è un’artista poliedrico che sfugge alle consuetudini, la sua arte variegata e potente evita le  normali classificazioni e si inserisce in un contesto universale che abbraccia molteplici stilemi artistici. Basti pensare al fatto che l’artista è passato nel corso della sua carriera con estrema facilità dall’informale al  realismo sino all’espressionismo astratto guadagnandosi l’appellativo di Picasso del ventunesimo secolo. Le sue opere sono iper quotate ed ogni collezionista d’arte che si rispetti possiede almeno un opera a suo nome. Richter espone la sua prima personale di pittura, Gerhard Richter, nel 1964 alla Galleria Schmela di Düsseldorf. Subito dopo espone a Monaco e Berlino e fino ai primi anni ’70 espone frequentemente in varie cittá europee e negli Stati Uniti.

Non perseguo alcun proposito, alcun sistema, alcun orientamento, non ho un programma, non ho uno stile né un interesse particolare” sostiene Richter.

Cy Twombly a Roma

Cy Twombly, untitled 1970

Debutto in pompa magna per la prima grande retrospettiva romana dedicata al multicolore genio di Cy Twombly (Lexington, 28 aprile 1925) , ospitato per l’occasione dalla Galleria nazionale di arte moderna dal 5 marzo al 24 maggio 2009. Si parte dalla fine della carriera del grande artista americano stabilitosi in Italia nel 1957 e si continua con momenti cruciali e opere chiave sino a compiere un viaggio a ritroso che accompagna lo spettatore agli inizi della carriera dell’artista. Le opere in mostra sono circa settanta fra dipinti (molti in più parti), sculture e disegni.

Vi sarà modo di ammirare un esemplare della serie Bacchus del 2005, dipinta con il colore del vino e del sangue durante la guerra in Iraq, e alcune inedite sculture del 2009. Per gli anni ottanta e novanta saranno in mostra le monumentali Quattro stagioni ed un gruppo di tre dipinti Untitled del 1985 che si accosta alla pittura veneziana del settecento.

Bruce Nauman pigliatutto alla Biennale

copyright Bruce Nauman

Quando l’artista Bruce Nauman sbarcherà a Venezia per rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale che aprirà i cancelli al pubblico il 7 giugno fino al 22 novembre 2009, il suo lavoro non si limiterà solamente al padiglione nazionale. I dettagli della mostra organizzata da Carlos Basualdo e Michael R. Taylor, curatori del Philadelphia museum of art sono stati annunciati alla stampa lo scorso mercoledì. Dunque l’exhbition si chiamerà Bruce Nauman: Topological Gardens e attraverserà quattro decadi del lavoro dell’artista, includendo video, installazione, performance e neon pieces. Inoltre non paghi di tanta opulenza l’università Iuav di Venezia e due piani di un palazzo del 15 secolo sede dell’università Ca’ Foscari ospiteranno differenti versioni di una installazione sonora di Nauman che non era precedentemente riuscita a trovar posto nel padiglione statunitense.

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