Transformer, il centro d’arte contemporanea di Prada

Incredibile progetto della Fondazione Prada lanciato a Seoul in Corea del Sud, nuova piattaforma asiatica su cui il mercato dell’arte contemporanea sta scommettendo parecchio. L’intento della fondazione è quello di offrire un nuovo centro multidisciplinare legato al’arte, al cinema, ad eventi speciali ed alla moda.

Ma la vera notizia è che il Prada Transformer (questo il nome del progetto) è una meraviglia architettonica in grado di ruotare su se stessa, cambiando l’intera anima dello spazio espositivo in relazione all’evento proposto sia esso la proiezione di un film, una mostra d’arte o la presentazione di una nuova collezione moda. La bianca struttura è stata interamente progettata da Rem Koolhaas/AMO che ha sfornato un piccolo gioiello metamorfico elegante e minimal, costituito da quattro semplici forme geometriche in grado di cambiare regolarmente grazie all’ausilio di piccole gru che la renderanno pronta per ospitare quattro diverse configurazioni.

Ci pensa Saatchi a liberare gli artisti

Londra – La Saatchi Gallery in collaborazione con Clear Channel Outdoor è in procinto di lanciare una campagna nazionale a supporto dei giovani artisti e delle persone interessate a comprare arte in questi tempi di recessione economica.

L’impero capitanato da Charles Saatchi ha infatti iniziato a tappezzare l’intero impero britannico con centinaia di posters con su scritto Free the artists, letteralmente liberate gli artisti. E’ l’ennesima trovata di una vera e propria volpe del mercato dell’arte che nel bene o nel male riesce sempre a catalizzare l’attenzione ed a far registrare con il suo sito Saatchi Online vendite annuali che si aggirano approssimativamente sui 130 milioni di dollari. La campagna Free The Artists non sarà certo destinata a restare tra i confini del Regno Unito. Il progetto prevede un battage pubblicitario persino in Italia, passando per Francia, Germania, Spagna e Stati Uniti.

Ernesto Neto a New York con un’installazione profumata

New York – Il Park Avenue Armory ha annunciato un nuovo programma che vedrà la partecipazione di un artista all’anno chiamato a compiere interventi site-specific per lo spazio della Wade Thompson Drill Hall. L’inaugurazione fissata per il 14 maggio prevede un’installazione dell’artista brasiliano Ernesto Neto già noto in Italia per aver esposto al Macro di Roma lo scorso anno.

L’opera intitolata anthropodino, sarà la più grande mai presentata dall’artista e si espanderà sul soffitto con stalattiti giganti ed aromatici mentre sul pavimento troveranno posto una serie di monumentali archi di tessuto traslucido intersecati in modo da formare una sorta di grande labirinto. I vari elementi saranno riempiti con centinaia di chili di spezie che si insedieranno nello spazio circostante producendo una vera e propria cacofonia di profumi.

Alla Fondazione Alda Fendi va in scena il trionfo del barocchismo

GlobArtMag ha presenziato ieri all’ultima serata di Storie fantastiche dal delta del Niger, lo spettacolo prodotto dalla Fondazione Alda Fendi – Esperimenti e diretto da Raffaele Curi in scena all’Antico Mercato del Pesce degli Ebrei, al Circo Massimo, di Roma.

Lo spettacolo in bilico tra teatro, performance e video arte si riproponeva a quanto recita il comunicato stampa di descrivere l’Africa, con i miti, la sua magia e i suoi misteri, osservata nella vita di tutti giorni. In realtà a parte la monumentale presenza della cantante Angelique Kidjo meravigliosa dispensatrice di emozioni, di teatro, arte ed esperimenti abbiamo visto molto poco. Difficile giudicare, intenti benefici a parte, un polpettone di 50 minuti circa in cui si sbandierano banalità e stralci di letteratura con la stessa metodologia di una pubblicità progresso.

Paola Pivi Vs Jonathan Meese all’Accademia Tedesca di Roma

L’Accademia Tedesca Villa Massimo di Roma ha inaugurato ieri la mostra Soltanto un quadro al massimo presentando le opere di due grandi nomi della nuova arte contemporanea Paola Pivi e Jonathan Meese. La rassegna giunta alla sua decima edizione mette a confronto un’opera di un artista italiano con una di un artista tedesco.

Paola Pivi, abituata a confondere e divertire il pubblico con interessanti e fantasiose installazioni, presenta la grande scultura Have you seen me before? (2008) costituita da un grande orso in poliuretano ricoperto di piume gialle: una presenza divertente e giocosa, che strizza l’occhio agli agglomerati di peluche di Mike Kelly e alle sculture kitsch di Jeff Koons, con quel pizzico di ironia tipica di un certo filone dell’arte italiana d’oggi, che vede come capofila Maurizio Cattelan.

Takashi Murakami super star

Nuovi e scoppiettanti progetti per l’artista giapponese Takashi Murakami, erede 47enne di un pop americano rivisitato ed arricchito di coloratissimi pupazzetti, fiorellini ed altri soggetti tipici del manga giapponese che invadono opere vendute a centinaia di migliaia di euro.

Il museo Guggenheim di Bilbao ha inaugurato infatti una grande retrospettiva dedicata all’artista in mostra dal 17 febbraio al 31 maggio 2009, con più di novanta opere tra quadri, sculture e installazioni. L’evento dal titolo © Murakami presenta il più vasto compendio del lavoro dell’artista mai presentato in una manifestazione internazionale. Murakami si ispira alle icone degli otaku, i ragazzi che passano gran parte del loro tempo chiusi in casa con una passione ossessiva per i manga e le anime. L’artista stesso ha ribattezzato il suo stile Poku, neologismo che abbraccia il termine otaku fondendolo con il pop.

Apre a Milano il LAB- Lambretto Art Project

 Durante gli sfrenati giorni della fiera MiArt e tra gli innumerevoli eventi collaterali si è inaugurato il 18 aprile un nuovo spazio interdisciplinare ideato da Mariano Pichler e dedicato alla cultura contemporanea, LAP – Lambretto Art Project – Osservatorio del contemporaneo.

LAP è stato ricavato da un ex capannone industriale e si propone al pubblico non come una fondazione ma come osservatorio della creatività e del pensiero contemporaneo. Ospiterà progetti interdisciplinari connotati da una forte vocazione sperimentale e di ricerca, accogliendo proposte di giovani artisti e curatori indipendenti, trasversali al mondo dell’arte, del design, del cinema, della grafica e dell’architettura, con un’alternanza di progetti e collaborazioni che si inseriranno nel calendario culturale milanese.

A Zurigo il meglio della video arte Latinoamericana

Il Daros-Latinamerica Collection of contemporary Latin American art, presenterà  un’interessante e ragionata retrospettiva sulla video arte latinoamericana il 24 aprile prossimo a Zurigo in Svizzera. La mostra che avrà il titolo di For You/Para Usted, citazione da un video dell’artista argentina Liliana Porter, presenterà al pubblico 35 opere video ed installazioni di 22 artisti provenienti dall’America Latina.

Gli artisti, la cui età oscilla tra i 33 ed i 73 anni provengono da nazioni come Messico, Cuba, Brasile, Panama, Colombia, Guatemala, Cile, Argentina, Costa Rica, Uruguay e Venezuela. Tutte le opere presentate in mostra offriranno un valido compendio del meglio della video arte del Sud America abbracciando 12 anni di produzione artistica. La mostra rappresenterà una valida occasione per approfondire la conoscenza di un panorama della videoarte latinoamericana molto spesso trascurato ma capace di essere intensamente operoso e ricco di spunti creativi ed immaginativi. La manifestazione inoltre, metterà in risalto il ruolo di grande importanza che l’America Latina ricopre nella storia della videoarte internazionale.

Requiem per Damien Hirst

Dal 25 aprile al 20 settembre 2009 il Pinchuk Art Centre di Kiev presenterà una grande retrospettiva dedicata al controverso estro creativo di Damien Hirst. Lo spazio espositivo fondato dal magnate della finanza Victor Pinchuk ospiterà più di cento opere create dall’artista britannico dal 1990 al 2008 in una superficie espositiva di oltre 2.5000 metri quadrati.

La mostra che avrà il titolo di Requiem e presenterà, oltre alle ormai note installazioni con gli squali sezionati Death Explained del 2008 e Death Denied del 2007, alcune delle opere più rappresentative di Hirst. Saranno presenti alcuni primi lavori come A Thousand Years del 1990, la scioccante testa di mucca ricoperta di mosche e vermi. Sarà presente inoltre Away from the Flock del 1994 la famosa installazione raffigurante una pecora sotto formaldeide.

La crisi e l’arte

L’Art Trading Fund, fondo per l’arte lanciato a Londra nel 2008 con l’obiettivo di racimolare 50 milioni di dollari da investire nell’arte contemporanea, ha recentemente annunciato tramite la voce del co-fondatore Chris Carlson di essere costretto a rinviare l’attività a causa delle difficoltà incontrate nel raggiungere la cifra concordata.

Il fondo che annovera tra i suoi consulenti anche Charles Saatchi sarebbe riuscito a stringere accordi verbali per 35 milioni di dollari ma di fatto nelle casse sino ad ora ci sono solo (si fa per dire) 15 milioni di dollari. Nel frattempo la Meridian Art Partners di New York, società che gestisce un altro fondo per l’arte, ha recentemente dichiarato di aver notevoli difficoltà nel raggiungere la cifra di 100 milioni di dollari da investire nel mercato dell’arte. Stessa sorte per la Dean Art Investments che ha rinunciato al suo progetto di racimolare 50 milioni di dollari da reinvestire in opere d’arte.

Galeotta fu quell’opera

Il Southbank Centre, innovativo punto di riferimento londinese per le arti visive, per la musica e per la letteratura, ha recentemente rimosso un’opera in mostra dopo aver appreso che la stessa era frutto dell’estro creativo di un’artista colpevole di aver assassinato due giovani ragazze.

Il centro aveva comprato l’opera di Colin Pitchfork intitolata Bringing Music to Life dopo averla visionata durante la mostra d’arte organizzata da Koestler Trust, un’organizzazione che fornisce supporto ad artisti detenuti aiutandoli a creare, esibire e vendere opere nate nel grigiore di una casa circondariale. 

Wolfgang Laib alla Fondazione Merz

Dal 9 aprile al 7 giugno 2009 la Fondazione Merz presenta la mostra personale dell’artista tedesco Wolfgang Laib. La grande manifestazione si svolgerà in due momenti: si aprirà con l’installazione di centinaia di piccole montagne di riso, una linea di piccole montagne di polline e una grande montagna Ziggurat di cera d’api, che riempirà tutto lo spazio della Fondazione.
Dal 1 al 7 giugno inoltre, con una durata di soli 7 giorni, la Fondazione ospiterà un particolare e interessante evento che fa parte del progetto dell’artista: trentadue Bramini, provenienti da uno dei piu’ importanti templi del sud dell’India, officeranno ogni giorno il rito del fuoco, che nella cultura indiana si perpetua da millenni. Il pubblico potrà assistervi in orari definiti. Il progetto sarà seguito da una pubblicazione che ne racchiuderà l’intera documentazione fotografica, accompagnata da un testo critico di Germano Celant.

MiArt contro la crisi

Si terrà dal 17 al 20 aprile 2009 con inaugurazione fissata per il 16 aprile la quattordicesima edizione di MiArt, fiera internazionale d’Arte moderna e contemporanea di Milano nei padiglioni cittadini di Fieramilanocity. Un’edizione particolarmente importante quella a cui sta lavorando il team organizzativo, nell’ambito di un momento in cui la crisi mostra ripercussioni anche nel mercato dell’arte.

“Per questo, in un momento in cui la crisi economica sta inducendo molti operatori a contrarre le spese – dichiara Paolo Galassi, presidente della  società che organizza MiArt – FMI (Fiera Milano International) ha deciso coraggiosamente di fare investimenti proprio sulla nostra fiera d’arte”.

Che noia il Turner Prize

Il Turner Prize è una delle più importanti e longeve manifestazioni internazionali. Il premio è stato istituito nel 1984 per celebrare le nuove sperimentazioni dell’arte contemporanea ed è assegnato ogni anno ad un’artista britannico sotto i cinquanta anni. Il Turner Prize 2009 metterà in mostra le opere selezionate dalla giuria al Tate Britain dal 6 ottobre 2009 al 16 gennaio 2010.

La lista delle opere selezionate non è ancora resa nota e l’intera scena dell’arte contemporanea internazionale si interroga su quali saranno i nomi dei finalisti . Raccogliamo quindi la testimonianza di Jonathan Jones curatore d’arte e membro della giuria di quest’anno che nel suo blog ha recentemente pubblicato un inaspettato sfogo sul rinomato premio britannico:

” La serietà ha strangolato il Turner Prize, ecco quello che penso sia il guaio delle  ultimi dieci edizioni del premio.

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