Cosa vedremo a Frieze – Parte 2

Dato che nel precedente articolo abbiamo parlato di Frieze, restiamo sul pezzo ed andiamo a vedere quali sono le gallerie italiane che hanno deciso di partecipare a questa prestigiosissima fiera.

Torna Art Basel, la fiera che non perde colpi

Le fiere d’arte contemporanea del nostro belpaese non se la stanno passando molto bene. L’ultima rovinosa caduta di Rome contemporary è solamente la punta di un iceberg ben più profondo di quanto si possa scorgere dal nostro piccolo battello in balia delle onde. Anche Torino, Milano e Bologna non sono di certo le punte di diamante delle manifestazioni  di mercato del tricolore. Il calo di pubblico ed i micidiali tagli organizzativi non hanno di certo giovato ed alcuni galleristi hanno già minacciato di disertare ogni kermesse nazionalpopolare.

 C’è però una fiera che sembra non sentire la crisi e che ogni anno rilancia la posta, proponendo un programma sempre più ricco e sofisticato in grado di attirare chi cerca la giusta dose di stile, lusso e glitter. Stiamo ovviamente parlando dell’inossidabile Art Basel, celebre polo fieristico che ogni anno riesce ad attirare centinaia di aficionados dell’arte provenienti da ogni parte del globo.

Tagli, Sgarbi ed invidie. La nostra scena dell’arte deve guardare avanti

Ci è giunta voce di un’altra bizzarra azione di protesta del CAM di Casoria ed abbiamo appreso anche la notizia dei primi ed improbabili nomi degli artisti selezionati dal Vittorione Nazionale© per la prossima Biennale di Venezia 2011. Abbiamo inoltre raccolto il piagnisteo dei musei che “lottano” contro i tagli alla cultura. Tuttavia,  noi questa volta non parleremo di tutto ciò.

Il motivo? Ebbene ci siamo un poco stancati di sentire a destra ed a mancina la medesima, banale musica, vale a dire un coro di voci che all’unisono inneggiano alla paura nei confronti dei tagli alla cultura ed al vilipendio della nostra martoriata scena artistica. Di buoni propositi neanche a parlarne così come non si attua mai un’attenta ricognizione sui veri fermenti artistici del territorio, quello che importa è il gossip, l’oltraggio.

I nomi della Biennale? Zia Bice te lo dice

Questa mattina Bice Curiger ha svelato nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Roma, i nomi degli artisti che animeranno la sua mostra internazionale alla prossima 54esima Biennale di Venezia (in programma dal 4 giugno al 27 novembre 2011) i nomi sono tanti e tra piacevoli sorprese abbiamo avuto modo di ammirare qualche presenza un poco forzata.  Per adesso non vogliamo giudicare le ILLUMInazioni della Curiger, preferiamo ammirare il tutto dal vivo e poi decidere. Intanto stiamo ancora aspettando che il buon Vittorio Sgarbi decida la lista dei suoi artisti. Del resto le star si fanno aspettare. Ecco quindi tutti gli artisti partecipanti:

Giorgio Andreotta Calò
Nato a Venezia, Italia, 1979
Vive e lavora a Amsterdam, Olanda

Meris Angioletti
Nata a Bergamo, Italia, 1977
Vive e lavora a Parigi, Francia

Nairy Baghramian
Nata a Isfhan, Iran, 1971
Vive e lavora a Berlino, Germania

Yto Barrada
Nata a Parigi, Francia, 1971
Vive e lavora a Tangeri, Marocco

Perchè la Biennale di Sgarbi è una guerra persa in partenza

La Bunga Biennale sta entrando nel vivo ed in molti hanno preso le giuste posizioni per opporsi alla totalitaria offensiva lanciata da Vittorio Sgarbi. Tra artisti che rifiutano di partecipare e curatori che già proclamano il fallimento di un Padiglione Italia allargato, c’è anche chi difende l’operato del Vittorione Nazionale® e forse costoro avranno le loro buone ragioni. In questa ressa si rischia però di tralasciare un fattore assai importante che in sostanza ha già minato le fondamenta di questa Biennale.

Andiamo per gradi, sappiamo tutti che Vittorione ha intenzione di esporre un ricco drappello di giovani artisti provenienti da ogni regione d’Italia, i quali verranno collocati in sedi prestigiose eccetera eccetera. Ad affiancare Sgarbi in questo duro lavoro son presenti alcuni curatori, giornalisti ed altri addetti del settore, come anticipato da Exibart. Va detto però che queste personalità non sono le uniche a collaborare con Sgarbi, visto che anche Arthemisia Group in questi giorni sta contattando moltissime gallerie private di tutta Italia, a caccia di artisti da sottoporre all’attenzione del celebre storico. Tutto questo meccanismo a me sembra un poco bizzarro e confusionario ma non è questo il punto.

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